{"id":4920,"date":"2026-03-07T20:08:06","date_gmt":"2026-03-07T19:08:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.castellodipostignano.it\/?p=4920"},"modified":"2026-07-07T20:08:33","modified_gmt":"2026-07-07T18:08:33","slug":"custodi-del-borgo-dialogo-con-gennaro-matacena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.castellodipostignano.it\/en\/custodi-del-borgo-dialogo-con-gennaro-matacena\/","title":{"rendered":"Custodi del borgo &#8211; dialogo con Gennaro Matacena"},"content":{"rendered":"<p>Custodi del Borgo &#8211; Castello di Postignano: il borgo che non voleva morire<br \/>\nLa rinascita di Postignano attraverso lo sguardo di Gennaro Matacena<\/p>\n<p>All\u2019inizio c\u2019era solo il silenzio. Non un silenzio qualsiasi, ma quello carico di attesa, che abita i luoghi dimenticati. \u00c8 cos\u00ec che, nel 1992, Castello di Postignano si \u00e8 presentato agli occhi Gennaro Matacena: un paese in degrado, abbandonato, sospeso nel tempo. Eppure ancora leggibile, ancora vivo. Un borgo che non chiedeva di essere reinventato, ma riconosciuto e visto.<\/p>\n<p>Da quell\u2019incontro \u00e8 nata una delle operazioni di rigenerazione pi\u00f9 profonde e visionarie che l\u2019Italia abbia conosciuto.<\/p>\n<p>Dalle rovine, una possibilit\u00e0: la voce silenziosa di Postignano<\/p>\n<p>Gennaro Matacena, architetto, restauratore e museologo, arriv\u00f2 a Castello di Postignano quasi per caso, come turista. Si trov\u00f2 davanti a un borgo dal futuro apparentemente scritto: un\u2019intera struttura urbana in rovina, soggetta a ordinanza di sgombero. Eppure, qualcosa resisteva. L\u2019impianto medievale, le proporzioni, la materia: tutto parlava ancora. All\u2019inizio, non c\u2019era un progetto, n\u00e9 un piano di investimento, solo la sensazione che quel luogo meritasse di essere salvato. Cos\u00ec, quando gli fu proposto di acquisirlo, Matacena accett\u00f2.<\/p>\n<p>La sfida? Ricostruire senza tradire<\/p>\n<p>Rimettere in piedi un borgo intero \u00e8 un\u2019impresa fuori scala. Ma la vera difficolt\u00e0 non era solo tecnica. &#8211; Come si ricostruisce un borgo medievale in un Paese sismico senza tradirne l\u2019identit\u00e0? &#8211; Come si restituisce la vita a un luogo antico, senza snaturarlo? Ogni intervento effettuato a Postignano nasceva da queste domande. Ed \u00e8 cos\u00ec che il borgo oggi \u00e8 vivo, contemporaneo, ma anche fedele alla sua anima.<\/p>\n<p>Le strutture sono state consolidate con sistemi moderni e invisibili: solai, murature, giunti sismici, tutto dialoga con l\u2019impianto originario. Anche i colori sono stati scelti recuperando la variet\u00e0 cromatica storica dell&#8217;Umbria, in netta controtendenza rispetto al giallino adottato nei borghi ricostruiti dopo i terremoti.<\/p>\n<p>Dove il contemporaneo incontra il passato: storie di modernit\u00e0 calcolata<\/p>\n<p>Uno degli elementi pi\u00f9 importanti da prendere in considerazione nel restauro di Castello di Postignano \u00e8 l\u2019integrazione tra antico e moderno. \u00c8 grazie a questo che persino gli ascensori si armonizzano con l\u2019ambiente: strutture leggere, in metallo, disegnate con pieni e vuoti, quasi invisibili nel paesaggio complessivo. Il comfort a Postignano non \u00e8 un\u2019aggiunta. \u00c8 una condizione essenziale per rendere il borgo abitabile oggi, senza renderlo artificiale.<\/p>\n<p>Ospitare e abitare come futuri possibili<\/p>\n<p>Ci \u00e8 voluto del tempo per capire quale potesse essere il futuro di un borgo cos\u00ec speciale. Per anni si cerc\u00f2 una destinazione d\u2019uso: partnership accademiche, residenze artistiche, progetti formativi internazionali. Nulla si concretizz\u00f2. Alla fine si opt\u00f2 per turismo e ospitalit\u00e0. Castello di Postignano come luogo abitabile, non come villaggio-vetrina. Un modello di accoglienza autentica, dove turismo e ospitalit\u00e0 si intrecciano con discrezione alla storia del luogo.<\/p>\n<p>Una casa, non un progetto<\/p>\n<p>Oggi, per Matacena, Postignano non \u00e8 pi\u00f9 un cantiere. \u00c8 casa. Un luogo che abita e che lo abita senza rimpianti. Guardare indietro, fare bilanci, non \u00e8 nel suo stile. Ma c\u2019\u00e8 una certezza che emerge chiara: se nessuno avesse ascoltato quella voce antica nascosta tra le rovine, oggi Postignano sarebbe un altro borgo abbandonato, uno dei dati. Invece \u00e8 diventato una comunit\u00e0, un\u2019economia e un modello di rigenerazione territoriale. Un\u2019eccezione che pu\u00f2 indicare una regola: i luoghi, per rinascere, non vanno reinventati. Vanno compresi, curati e abitati.<\/p>\n<p>Oggi, Castello di Postignano \u00e8 una fucina culturale: ospita mostre, concerti, presentazioni, residenze artistiche. Ed \u00e8 anche uno spazio di lavoro e ispirazione per nomadi digitali, ricercatori, creativi. Qui, ogni stagione porta nuove energie, senza mai interrompere il legame con ci\u00f2 che \u00e8 stato.<\/p>\n<p>Vieni a scoprire Castello di Postignano.<\/p>\n<p>Prenota il tuo soggiorno e vivi un\u2019esperienza dove bellezza, storia e visione contemporanea si incontrano ogni giorno, nel cuore dell\u2019Umbria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Custodi del Borgo &#8211; Castello di Postignano: il borgo che non voleva morire La rinascita di Postignano attraverso lo sguardo di Gennaro Matacena All\u2019inizio c\u2019era solo il silenzio. 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