Visitare Castello di Postignano significa entrare in un borgo restaurato, ma anche attraversare le tracce che ne raccontano la storia. Alcuni spazi del borgo custodiscono fotografie, opere d’arte contemporanea, disegni e video che aiutano a leggere il borgo oltre la sua architettura: come luogo abitato dalla memoria, dal paesaggio e dagli sguardi di chi lo ha osservato nel tempo.
Dal 23 aprile al 1 novembre 2026, le mostre permanenti sono visitabili tutti i giorni negli appartamenti Montepulciano, Pescostanzo, Assisi e all’infopoint.
Le esposizioni non seguono una sequenza rigida. Sono collocate in ambienti diversi del borgo e accompagnano l’esperienza di chi soggiorna, visita o partecipa agli appuntamenti culturali di Castello di Postignano. Ogni opera aggiunge un frammento al racconto del luogo: la sua forma, il suo recupero, il legame con la Valnerina, la continuità tra ciò che è stato e ciò che oggi torna a vivere.
Il borgo nello sguardo dei fotografi
Nell’appartamento Montepulciano sono esposte le sei fotografie realizzate da Mimmo Jodice nel 2014. Le sue immagini restituiscono Castello di Postignano nella forza essenziale della sua architettura: la materia delle pietre, i volumi, i vuoti, la luce che attraversa gli spazi. Accanto a Jodice, lo sguardo di Norman Carver Jr riporta Castello di Postignano dentro una riflessione più ampia sui borghi collinari italiani. Con Italian Hilltowns / Borghi collinari italiani, Carver contribuì a riconoscere nel borgo un esempio emblematico di architettura spontanea, definendolo “l’archetipo dei borghi collinari italiani”.
Nell’appartamento Pescostanzo, le fotografie di Gennaro Matacena, datate tra il 1905 e il 1930, aprono invece una finestra su un tempo diverso: paesaggi, figure e contesti restituiscono una memoria visiva preziosa, legata al territorio e alle comunità che lo hanno abitato.
Attraverso questi tre sguardi, la fotografia diventa uno strumento per comprendere Postignano: la sua forma, la sua storia e il rapporto profondo con il paesaggio.
L’arte contemporanea e il tempo dell’osservazione
Sempre nell’appartamento Montepulciano, la sezione Artisti per Castello di Postignano raccoglie opere nate dal rapporto tra il borgo e artisti di linguaggi diversi. In questo caso, Castello di Postignano non viene soltanto documentato, ma interpretato. Le opere mostrano come un luogo storico possa continuare a generare attenzione e nuove letture. Il borgo diventa materia di relazione: con chi lo osserva, con chi lo attraversa, con chi sceglie di trasformarlo in immagine, segno o racconto.
Nell’appartamento Assisi, la mostra Disegni dal vivo 2014–2024 presenta i lavori degli allievi di Michèle Delisle. Il disegno introduce una dimensione più lenta, fatta di studio delle forme, cura del dettaglio e osservazione diretta. È una pratica che si accorda con lo spirito del borgo, dove ogni elemento chiede tempo per essere guardato davvero.
Il racconto del recupero
All’infopoint, dalle 10.00 alle 20.00, è visibile il video Un’architettura spontanea. Dall’abbandono al recupero. Storia e restauro di Castello di Postignano, con la regia di Paolo Barone. In 30 minuti, il video ripercorre la storia del borgo e il lavoro che lo ha riportato alla sua funzione attuale. È un racconto utile per comprendere come il restauro di Postignano sia stato un intervento architettonico, ma anche culturale: un processo lungo, paziente, pensato per restituire vita agli spazi senza cancellarne l’identità.
Luciano Ferrara: uno sguardo sui margini
Alla stagione 2026 si aggiunge la mostra fotografica di Luciano Ferrara, con scatti realizzati tra il 1980 e il 2000. Ferrara è stato definito fotografo della marginalità contemporanea. Il suo lavoro ha raccontato trasformazioni sociali, fenomeni urbani e corpi in relazione con il proprio tempo. A Castello di Postignano, le sue fotografie trovano un contesto capace di amplificarne il significato: un borgo rimasto a lungo ai margini e poi riportato nel presente attraverso un recupero rispettoso, legato alla memoria e al territorio.
Visitare le mostre permanenti
Le mostre permanenti di Castello di Postignano sono visitabili tutti i giorni dal 23 aprile al 1 novembre 2026. Sono un invito a conoscere il borgo con uno sguardo più attento: attraverso la fotografia d’autore, l’arte contemporanea, il disegno e il racconto del restauro.








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